Illustrazione di Riccardo Crippa

UMILIARSI PUO’ RIVELARSI INTERESSANTE QUANDO COMBATTI PER LA TUA VITA IN COMPAGNIA DI PERFETTI SCONOSCIUTI

 

L’uomo 2.0

Un animale dalle caratteristiche contraddittorie. Pigro da far schifo non riesce talvolta a frenare quell’imperituro istinto animalesco, ancestrale espressione di virilità, che lo porta a fare attività fisica.

C’è chi, imbottigliato nella grigia vita cittadina, si chiude nelle palestre con aria condizionata (dove i muscoli crescono in rapporto direttamente proporzionale ai problemi di cervicale), e chi sfrutta il lungomare o i parchi pubblici per correre.

La corsa, come la poesia, non piace quasi a nessuno, ma siccome postare su Facebook il percorso di Runtastic fa prendere big like, indossiamo le scarpette e andiamo a bruciare calorie.
Intesa quasi sempre come attività individuale, però, ci sono anche tipi di corsa che trasudano spirito di squadra ed epicità. Si parla della Legion Run, una corsa di cinque kilometri lungo la quale sono disseminati ventuno ostacoli da superare con l’aiuto della tua personalissima Legione.

In età imperiale, la Legione come saprete era un’unità d’assalto formata da circa cinque/sei mila soldati ben addestrati. Per ragioni logistiche in questa gara il numero è stato limitato, e partecipano un massimo di venti Legioni da cento iscritti l’una, per un totale di duemila tra uomini, donne, bambini e signori improbabili con tanto di ventre alcolico.

Una volta effettuata l’iscrizione, si dovrà correre all’interno di questo percorso (questa edizione si è svolta presso l’Ippodromo Militare ottavo Reggimento Lancieri di Tor di Quinto) che prevede come detto prima diversi ostacoli. Bisognerà vedersela con filo spinato, acqua, fango, cinquanta metri da dover attraversare con un proprio compagno sulle spalle, muri da scavalcare, salti nel vuoto.

Tutti questi ostacoli hanno simpatici nomi latineggianti come il “titinebellum”, di cui è angosciante già solo la descrizione: 10 metri di tunnel buio, stretto, caldo, e multi livello, con una sola via di uscita. Le persone strisceranno sopra e sotto di te. Si può solo continuare dritto, andando veloce e seguendo chi si ha davanti. Non ci si può nemmeno voltare nel tunnel, anche perché quest’ultimo è largo solamente 60 cm. Non si può tornare indietro perché ci sarà qualcuno sicuramente lì, si può solo andare avanti nel buio fino a raggiungere la fine.

Non si tratta di una gara, non ci sono limiti di tempo, la cosa importante è finire così come si è iniziato: insieme. Questo spirito di fratellanza che sfocia un po’ nel francescano è ben vivo nelle parole del Presidente dell’Atleticom (società che organizza l’evento), Camillo Franchi: “La Legion Run non è una gara, non si vince niente. Non c’è un cronometro, non c’è chi vince e chi perde. E’ questo il bello dell’esperienza. I gruppi, che vengono chiamati legioni, sono 20 e chiunque può iscriversi. Sono molto eterogenee, naturalmente uomini e donne insieme. Non è facile arrivare fino alla fine da soli, anzi è quasi impossibile ed entra in gioco l’aiuto dei compagni. Essere aiutati è il filo conduttore della gara. Lo spirito di squadra è il vero tema”.

Fa molto film d’azione emotivamente impegnato, alla Fast and Furious per capirci, ma se pensate che a fine percorso carne e birra sono gratis forse l’idea di alzarvi dal divano vi sembrerà più accettabile. In questa edizione si sono iscritti 1500 legionari, attirati probabilmente anche dalla seconda faccia della rappresentazione: quella gastronomica. Non si tratta di gastronomia qualsiasi, permettetemi di dirlo, non è la classica sagra del muflone settembrino bensì una rievocazione storica a tutti gli effetti. Forse non vi è completamente chiara la portata della situazione ma avete idea di cosa significhi assaggiare cinghiale senza spezie e non condito sdraiati su una cassapanca di legno mentre si assapora vino acetato? D’accordo, la smetto col sarcasmo.

La prossima edizione si terrà a Ottobre in Sicilia, dove i Legionari verranno messi alla prova in una corsa a ostacoli sull’Etna. Essendo anche io siciliano e conoscendo la mia terra, prevedo meno iscritti (in fondo Ottobre è ancora periodo di mare e l’immagine dei miei conterranei che corrono in mezzo ai boschi entra troppo in conflitto con la classica pacatezza isolana), tuttavia la nuova ventata salutista che impone attività fisica tre volte a settimana sta arrivando anche nel profondo Sud quindi non escludo sorprese.

Chiarendo in modo inequivocabile che non sono un PR assunto dalla Legion Run, vi consiglio di non andarci. Sarà stancante e sarete costretti a collaborare con gente mai vista per portare a termine la corsa. Senza contare il fatto che attorno a voi ci saranno un sacco di malati della competitività pronti a prendervi a calci se non obbedite ai loro richiami da Alpha. Loro vorranno arrivare primi, non importa se non è una competizione, loro vorranno arrivare primi. E in fin dei conti cosa ne capiscono loro della gioia che si prova nel riuscire a controllare al 100% la vostra vita semplicemente premendo il tasto di un telecomando?

Gioacchino Fiorentino
Author

Siciliano emigrato a Bologna. Volevo ritirarmi in terza media, sono arrivato fino alla Laurea in Lettere. Scrivo di tutto ciò che vedo nonostante una incurabile pigrizia. Un po' principe, un po' pirata ma prima di tutto metereopatico.

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