Illustrazione di Laura Cagnoni

Avete presente quelle storie fuori dal normale? Quelle storie dove stenti a credere la loro veridicità sebbene ci siano prove concrete della loro effettiva avvenuta?

Gilbert Sanchez, filippino, residente nella località di La Paz, un bel giorno decise di arrampicarsi su una palma alta 20 metri e di non scenderci per tre lunghi anni.

Tale decisione, propriamente non ordinaria, andò a creare una concatenazione di eventi incredibili. Cosa portò Sanchez a prendere una decisione così definitiva? Durante una lite abbastanza violenta, venne sparato dritto in testa. Il terrore creatosi in lui, uno shock abissale, lo portò a fuggire sul primo punto più alto lì vicino, ovvero una palma.
Immaginatevi ora, intemperie, temporali e giornate di caldo afoso, e poi immaginatevi Sanchez. Rannicchiato su una palma per tre lunghi anni. La motivazione, che rasenta la follia, portò un unico uomo a vivere un’esperienza irripetibile. Siamo quasi sicuri che tale idea gli fosse venuta in mente in un momento di poca lucidità, ma le decisioni prese in maniera così impulsiva solitamente si sgretolano dopo qualche ora. Qui parliamo di anni, di un uomo che non voleva assolutamente scendere per colpa di presunte manie di persecuzione grandi tanto quanto quella palma su cui vi si era abbarbicato.
Vedovo da una quindicina d’anni, padre con responsabilità, decise di non scendere da quella sua casa nemmeno quando la madre gli disse di non essere più in grado di prendersi cura dei suoi figli. Incapace di accompagnarli a scuola, avrebbero perso anche l’istruzione. Perciò cosa si muoveva nella testa di Sanchez per non provare senso di colpa e commiserazione nemmeno quando entrò in gioco la vita dei suoi figli?

Sanchez, d’altro canto, aveva un persona che si occupava del suo fabbisogno giornaliero. Winifreda Sanchez, la stessa madre che, seppur anziana e quasi invalida, esasperata da una situazione grave e assurda, si premurava di legargli beni di prima necessità su una corda ogni giorno. Cibo, vestiti, talvolta sigarette venivano recuperati da Gilbert per sopravvivere in maniera modesta su una palma. La madre, assieme al fratello, lo pregarono di scendere nei successivi lunghi mesi, ma la risposta fu sempre la stessa. Un cenno del braccio e nulla di più.
Ormai tale storia era conosciuta in tutto il villaggio e nessuno si mosse in prima persona per capovolgere una situazione che non sarebbe potuta durare ancora a lungo. Una popolazione di silenti che vivevano normalmente la loro vita con la consapevolezza che un loro compaesano stava vivendo rannicchiato su una palma da tre anni. Quando ormai la sua famiglia si stava arrendendo, un articolo comparse sul web. Tutta la storia di Gilbert fu descritta per filo e per segno, e fu virale. Bastò poco tempo per fare in modo che diverse persone circondassero la sua palma. Fu l’ultimo vano tentativo di convincerlo a scendere volontariamente dalla sua casa. Dopo l’ennesimo rifiuto, il gruppo guidato dalla polizia locale decise di azionare una motosega e tagliare l’albero. Tale operazione fu eccessivamente rischiosa perché poteva ovviamente portare alla caduta dell’uomo. Andò a buon fine però e Gilbert Sanchez toccò il suolo per la prima volta dopo tre lunghi anni. Ciò che spaventò la gente furono le condizioni fisiche e mentali del poveretto. Tralasciando il tasto dolente dell’igiene, furono le vesciche e i morsi d’insetto che ricoprivano il suo corpo a destare tanta preoccupazione. Per non parlare della colonna vertebrale irrimediabilmente deformata per il tempo trascorso in quella posizione. La sua condizione psichica invece rasentava la pazzia. Il primo psichiatra a visitarlo fece una valutazione a dir poco agghiacciante: psicosi, allucinazioni, manie di persecuzione furono solo alcuni, dei gravi problemi di Sanchez che comunque non sarebbero bastati ad esplicare il perché del suo stare tanto a lungo in un contesto così inumano.

Questa non è altro che la triste storia di un uomo che, preso da uno shock non curato, decise di buttare tre anni della sua vita su una palma.

Inconcludente, ma indubbiamente avvincente allo stesso tempo.

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