Illustrazione di Camilla Neri

 

Pornhub.

Probabilmente il più grande portale erotico attualmente attivo sul web, analizza ogni anno i dati relativi alle visualizzazioni per poterne ricavare informazioni utili alla propria crescita e, che resti tra noi, per far divertire chi come me si appassiona leggendo le ambiguità sessuali del popolo della Terra.

In Italia siamo al nono posto per numero di accessi, ci supera mezza Europa compresi i tanto amati cugini francesi e, udite udite, anche il Giappone. Le fantasiose ricerche comprendono nei primi posti “amatoriale napoletano”, salito di ben 99 posizioni, “piedi” e uno scontatissimo “milf”. Altro dato simpatico è la diminuzione dell’affluenza del 25% durante la finale di Champions League, numeri che potrebbero far arrabbiare le donne nostrane. Sostanzialmente, un italiano su quattro preferisce il calcio al sesso.

Dopo questa caterva di dati vi parlerò della categoria che più di ogni altra aumenta le proprie visualizzazioni, senza sosta, da un biennio: il giantess porn. Si tratta di un feticismo, chiamato nell’ambiente con il termine “Macrofilia”, con delle peculiarità che maniacalmente andremo a sviscerare. Non ci sono quasi mai scene di nudo e tantomeno di sesso vero e proprio. Per darvi un’idea, avete presente il wrestling? Immaginate un incontro tra uomini magrolini e donne dalle fattezze giunoniche. Enormi. Incommensurabili. Per motivi a noi ignoti, che siano il seno, l’altezza, il fondoschiena, queste donne appaiono effettivamente gigantesche.

Il loro ruolo, all’interno di questi singolari video, è in realtà molto semplice. Spesso dormono, si fanno portare del cibo, si fanno massaggiare, oppure (ed entra qui in gioco la componente più piccante) puniscono gli sventurati partner. Le punizioni non sfociano quasi mai nel sadomaso classico, si tratta più di sottomissioni corporali o schiaffi, che non invidiano assolutamente nulla all’acustica di quelli, ben più celebri, del buon Bud Spencer.
Riproposizione più letteraria è quella del role – play in cui gli uomini, ricalcando i famosi “Viaggi di Gulliver”, devono scappare dalle grinfie delle gigantesse in questione. L’eleganza dei costumi qui, è proprio il caso di dirlo, si spreca!

Entrando nel dettaglio, le ricerche attinenti a questa singolare forma di pornografia sono aumentate del 191% nel 2015 e del 197% nel 2016, un trend positivo confermato anche in questa prima metà di 2017.
Cosa spiega un così massiccio numero di appassionati? Il tutto dipende, nella maggior parte dei casi, dal ruolo che ognuno di noi occupa e ricopre nella società. Spesso siamo portati ad assumere incarichi di responsabilità che richiedono polso e fermezza. La posizione del leader porta a un ribaltamento di ruoli nell’intimità. Il risultato è che inconsciamente si sogna la sottomissione, ecco spiegata la genesi di questi video.
Laurie Betito, direttore del Pornhub’s Sexual Wellness Center, spiega come ci potrebbero anche essere delle motivazioni cinematografiche. Basti pensare a quanti film vedono come protagoniste delle creature gigantesche come Godzilla o King Kong. È evidente dunque come la componente cinematografica influisca non poco nelle fantasie degli utenti, se si pensa che “Star Wars” rientra tra le prime trenta parole digitate nella barra di ricerca di Pornhub.

Nonostante l’enorme crescita, bisogna tenere a mente che si tratta in ogni caso di un feticismo di nicchia. Questo comporta una riflessione sui numeri sopracitati. In questi anni va di moda, d’accordo, ma basta uno spostamento della comunità macrofiliaca per causare il crollo completo di questo tipo di video.

Si tratta di passioni spesso vissute in modo esclusivamente cibernetico, difficili da realizzare sotto le coperte, e che occupano una fetta di mercato delicatissima e pronta a estinguersi nel giro di poco, come una bolla di sapone. Maggiore è la crescita, maggiore sarà la probabilità che gli utenti, annoiati, partano in massa alla ricerca di altre forme di dominazione.

La routine non piace a nessuno, specialmente nell’intimità.

Gioacchino Fiorentino
Author

Siciliano emigrato a Bologna. Volevo ritirarmi in terza media, sono arrivato fino alla Laurea in Lettere. Scrivo di tutto ciò che vedo nonostante una incurabile pigrizia. Un po' principe, un po' pirata ma prima di tutto metereopatico.

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