Seghe sotto le coperte, sveltine dentro l’armadio, tradimenti, lacrime, disperazione.

E poi Malgioglio, Malgioglio, Malgioglio, ripetuto come un mantra. Le sue frasi citate ovunque, le sue gif condivise pure dall’anima de li mortacci vostra. L’ultima stagione del Grande Fratello Vip si sta per concludere, e abbiamo visto esattamente ciò che ci aspettavamo. Scandali, polemiche ed un ormone sessuale nell’aria che neanche un allevamento di cavalli in primavera.

D’altronde stiamo parlando della trasmissione trash per eccellenza, che del “vedo-non vedo” e del “sento-non sento” ha fatto i propri cavalli di battaglia. Tra le perle di quest’anno, in ordine sparso, abbiamo potuto ammirare Lorenzo Flaherty che tra le coperte pratica l’attività consolatoria ad-una-sola-mano più amata da grandi e piccini, Cecilia Rodriguez che bacia le rotule di Ignazio Moser, un’incredibile Veronica Angeloni che salva in corner una bestemmia contro la Santa Vergine convertendola in un incomprensibile neologismo di provenienza ignota (Camalow, Camalow). La fiera del ritardo mentale, roba da circo Barnum. Ma con più applausi.

Eppure c’è un personaggio che, ahinoi, continua a mancare da questo zoo di individui sobri quanto Platinette e istruiti quanto un melograno. Un’assenza illustre. Un difetto riconducibile ad un solo, futile motivo. Quest’uomo è morto nel 347 avanti Cristo.

Stiamo parlando di Platone, il filosofo Ateniese più famoso di sempre. Ve lo trovereste in televisione, camicia di flanella e barba lunga (che oggi va pure di moda), a discutere con Alfonso Signorini circa le legittimazioni metafisiche del televoto. Sarebbe lì, in prima serata.

E volete sapere perché?

Innanzitutto perché Platone era un fico. E non lo diciamo tanto per dire. Figlio di genitori aristocratici, Platone era, prima ancora che un filosofo, un tizio coi big money tra le pieghe del chitone che di mestiere faceva il nullafacente. Che a pensarci bene, su questo saremo tutti d’accordo, è il mestiere perfetto per un concorrente tipo del Grande Fratello Vip. Se ne andava perlopiù in giro per la città, Platone, in compagnia del suo maestro Socrate. I due discutevano tutto il giorno con falegnami, interrogavano muratori, rompevano insomma le palle un po’ a tutti i lavoratori di Atene, mettendo alla prova le opinioni del fruttivendolo sugli dèi e criticando l’utilità dei poeti. Comportandosi da VIP, insomma, simpatici come la diarrea in piscina.

E una volta morto Socrate (condannato a morte da quegli stessi falegnami, muratori, fruttivendoli e poeti), Platone si diede all’attività che l’avrebbe reso celebre fino ai giorni nostri. La scrittura. Divenne un intellettuale scrittore le cui opere, a dirla tutta, erano anche scritte bene. Principalmente dialoghi, perché a quel fico barbuto non bastava spiegare le cose semplicemente, come avrebbe fatto una persona normale. Lui doveva trasmettere la passione, la realtà, lo sforzo della discussione. Doveva rappresentare la vita vera, con tanto di amici ubriachi e litigi superflui.

Se ora vi è più facile accostare Platone a Fabio Volo, non ditelo a nessuno, ma vi state avvicinando alla verità.
Che poi, diciamocelo, Platone assomigliava pure un po’ ad Adriano Pappalardo (la cui presenza su L’Isola dei Famosi nel 2003 ancora oggi brilla come una stella nel cielo delle compilation trash su Youtube). E non passava sicuramente inosservato, il nostro filosofo, dato che da giovane aveva praticato il pancrazio (l’equivalente greco del pugilato). Lo stesso nome con cui oggi lo conosciamo, Platone, non era che un soprannome datogli dal maestro di ginnastica, e significava qualcosa tipo “spalle larghe”. Il suo vero nome era Aristocle, riconducibile alla parola greca aristos, “nobile”. Ricco, famoso e con un appellativo del genere all’anagrafe, capirete benissimo perché Platone fosse il tipo di persona da non presentare mai alla vostra ragazza.

Facciamo allora finta che questo tizio, questo greco alto e grosso, abbronzato e in forma, venga come per magia riportato davvero in vita, in Italia, nel 2017. A quanto abbiamo appena detto dobbiamo aggiungere che parlerebbe di cose incomprensibili e a noi aliene, come metafisica, stabilità politica, moralità, uguaglianza di diritti tra uomo e donna. Il che, quando uno ha i soldi in tasca, diventa un affascinante motivo d’interesse.
Ovviamente, parlassimo noi di queste cose, magari seduti per terra in piazza, magari con una Peroni in mano, sembreremmo solamente i cugini scemi di Diego Fusaro.
Resta da specificare un ultimo punto. Posto che Platone sarebbe il concorrente perfetto per quel grande pot-pourri di stramberie che è il Grande Fratello, posto che avrebbe migliaia di seguaci sui social, posto che sarebbe pure un discreto chiavatore professionista, rimane da chiederci.

Perché dovrebbe andare in televisione?

La risposta è semplice quanto disarmante.

A Platone piacevano le avventure, e ne diede prova più volte nella vita. Nel 388 a.C., all’età di quarant’anni, si imbarcò per un viaggio verso la Sicilia. Ora pensate ai vostri genitori (o a qualunque persona conosciate che abbia superato gli “-anta”), e ditemi voi se loro andrebbero mai in un paese governato da una dittatura. Diciamo la Corea del Nord.

Certo che no. Col cazzo impanato e fritto che lo farebbero. Ma Platone non si limitò a visitare l’isola italiana più amata dal commissario Montalbano, allora governata dal tiranno Dionisio. Lui andò a convincere il tiranno di cambiare politica. Avete capito bene. Il suo obiettivo era quello.
Non solo. Fico com’era, Platone ripeté per ben tre volte l’esperimento, ogni volta passandosela malissimo. Giusto per darvi un’idea, la prima volta fu venduto come schiavo. Il semplice fatto che a quello seguirono altri due viaggi dovrebbe farvi capire che tipo di persona fosse. Ora ditemi voi se i vostri quarantenni ci andrebbero, a convincere Kim Jong-un che la vera felicità non si raggiunge con il potere, ma studiando la geometria.

Ma Platone era un genio, era un duro. Era uno che dabbava in faccia alla morte. Se Platone fosse stato una rockstar, avrebbe suonato in Vaticano. Fosse stato un tronista di Uomini & Donne, si sarebbe limonato la de Filippi.

Ma Platone era un intellettuale.

E, vivesse oggi, andrebbe al Grande Fratello.

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