PROTT Magazine Issue #1

Ci siamo chiesti una sera perchè mai D’Annunzio avesse sentito il bisogno di inventare la parola “tramezzino” per sostituirla alla parola “sandwich”. Storicismi a parte la cosa che ci ha interessato per ore (non è vero, è durato un paio di minuti) è stata etimologicamente arrivare a darci una spiegazione sul perchè di quella parola. Da dove venisse e se centrasse qualcosa la sua forma triangolare. Quando poi ad un certo punto una delle nostre illustratrici ha esclamato “Hai presente il tramezzo? Tipo mansarda. È a forma di triangolo. Più piccolo poi e?” Ho esclamato TRAMEZZINO! Senza nemmeno rendermene conto, come per una scoperta rivoluzionaria o l’ipotetica creazione di un’app come JustTobacco, un JustEat per fumatori serali con i posaceneri pieni e le tasche vuote. E diciamo che alla fine non abbiamo nemmeno controllato se la nostra riflessione fosse realmente giusta, ed è un po’ così che anche stavolta è andata. Come uno Zibaldone.
Un’altra stupida parola di cui molti conoscono solo un significato. Eh sì, esatto, proprio quella moleskine sporca di sugo e sudore del nostro caro amico Leopardi (l’amico di tutti alla fine, morto senza essere, forse, l’amico di nessuno). Ma lo zibaldone in epoca arcaica, aveva come significato in realtà ben altro. È una vivanda composta da tantissimi ingredienti anche parecchio diversi tra loro, e si dice tipica dell’Emilia. Non ci interessa molto nemmeno questo, ma la parola Zibaldone, spesso e volentieri usata per indicare qualcosa di disordinato e caotico metaforicamente, possiede un connotato non indifferente che la rende una parola piena di saggezza e potenza.

L’Ironia.

L’ordine e la coerenza non sono valori assoluti, anzi. La fantasia e il procedere in ordine sparso permettono l’emersione di idee e sentimenti che non si sarebbero potuti incasellare in un disegno prestabilito. Lo zibaldone lo sa. E se da un lato censura blandamente il disordine, dall’altro sorride al fervore magmatico.